Cyberattacco a centro Nasa con mini computer da 35 dollari – Hi-tech

Cyberattacco a centro Nasa con mini computer da 35 dollari – Hi-tech


Cyberattacco alla rete del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa con un mini computer da 35 dollari, il Raspberry Pi, che è grande quanto una carta di credito ed è stato progettato nel 2012 per i bambini. L’hacker è riuscito a rubare circa 500 megabyte di dati, inclusi due file della missione Mars Science Laboratory, che gestisce il rover Curiosity su Marte. L’episodio risale al 2018 ed è stato scoperto solo dopo alcuni mesi.

E’ in corso una indagine per scoprire l’autore dell’attacco informatico che, secondo il rapporto dell’ufficio dell’Ispettore generale della Nasa pubblicato il 18 giugno scorso, è avvenuto a seguito del mancato aggiornamento al sistema che controlla quali dispositivi hanno accesso alla rete. In risposta all’attacco, secondo il rapporto, il Jpl “ha installato sistemi di monitoraggio aggiuntivi e sta riesaminando gli accordi di accesso alla rete con i suoi partner esterni”. L’hacker, spiega il sito Techxplore, “ha usato il piccolo dispositivo che si collega a televisori domestici e viene utilizzato principalmente per insegnare la codifica ai bambini e promuovere l’informatica nei paesi in via di sviluppo”. Fra i dati violati, oltre ai file della missione su Marte, vi sono anche informazioni relative al regolamento internazionale sul traffico di armi che limitano l’esportazione delle tecnologie militari e di difesa statunitensi. L’aspetto ancora più importante, secondo il rapporto, “è che il pirata informatico è riuscito ad accedere con successo a due delle tre reti Jpl primarie”.

I funzionari della Nasa sono preoccupati che i pirati informatici possano “accedere ai sistemi delle missioni, con il rischio di inviare segnali negativi alle missioni di volo spaziali umane che utilizzano tali sistemi”. Per questo la Nasa sta controllando l’integrità dei dati relativi alla Deep Space Network, ossia la rete internazionale di radiotelescopi, che svolge attività di supporto alle missioni interplanetarie “e – sottolinea il rapporto – per precauzione ha temporaneamente disconnesso diversi sistemi relativi al volo spaziale dalla rete Jpl”.

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