Da Vodafone il primo localizzatore per persone con autismo – Hi-tech

Da Vodafone il primo localizzatore per persone con autismo – Hi-tech


(ANSA) – ROMA, 28 LUG – Arriverà nei prossimi mesi il primo
localizzatore al mondo pensato per ridurre il rischio di
scomparsa di persone con autismo. Il progetto è stato sviluppato
dalla Fondazione Vodafone e da Cervelli Ribelli, insieme a un
team di esperti formato da medici, psicologi, educatori,
informatici e designer. I primi prototipi del dispositivo
saranno presentati a settembre, per poi procedere con la
sperimentazione sul campo.
   
“Si tratta di un progetto unico al mondo che risponde a un
bisogno reale delle persone con autismo e delle loro famiglie
offrendo loro uno strumento avanzato per evitare possibili
incidenti senza rinunciare a momenti all’aria aperta e a
occasioni d’inclusione”, spiegano la Fondazione Vodafone e
Cervelli Ribelli, evidenziando che il dispositivo potrebbe
essere impiegato per supportare anche persone con altre
patologie, come l’Alzheimer.
   
Nel dettaglio, la prototipazione del dispositivo integra le
indicazioni e gli studi in tre diverse aree di competenza
coinvolte: quella clinico-scientifica stabilisce un protocollo
di ricerca che abbia come obiettivi primari la valutazione degli
indici di benessere delle persone che lo utilizzeranno e
dell’affidabilità del dispositivo; quella tecnologica analizza
le soluzioni a disposizione; l’area design e usability progetta
un dispositivo indossabile adatto alle persone con autismo.
   
“Tra le angosce più dolorose che appesantiscono ogni giorno
della vita di chi abbia in carico un figlio autistico, prevale
l’idea che possa trovarsi solo e perduto in un mondo ostile e
irriconoscibile”, ha osservato il presidente di Cervelli Ribelli
Gianluca Nicoletti, secondo cui il localizzatore “darà maggiore
sicurezza di movimento e quindi faciliterà l’autonomia delle
persone autistiche”.
   
Per la presidente della Fondazione Vodafone Italia, Marinella
Soldi, il progetto “rappresenta un ulteriore passo avanti per
garantire una sempre maggiore inclusione sociale delle persone
neuro diverse”. (ANSA).
   

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