Deep fake nuova minaccia tecnologica, mancano le leggi – Tlc

Deep fake nuova minaccia tecnologica, mancano le leggi – Tlc


Il deep fake “è una nuova e temibile minaccia che in futuro rischia di trasformare l’ecosistema digitale in un mondo in cui distinguere il vero dal falso sarà sempre più arduo. Le possibili conseguenze di un suo uso illegittimo sono angosciose: si possono ad esempio creare falsi video in cui politici e personaggi pubblici fanno dichiarazioni di un certo peso”. Lo afferma la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, aprendo il convegno “La minaccia del deep fake” a Palazzo Madama, promettendo che su questo argomento “il Senato farà la sua parte”.

“La creazione di un video falso ma perfettamente credibile e la sua diffusione via internet rischia di far cadere l’ultimo baluardo della realtà”, avverte Casellati auspicando un intervento normativo. Il deep fake “è in grado di trasformarsi in un’arma pericolosa ed efficace per creare notizie false” che già oggi sono molto utilizzate “per manipolare l’opinione pubblica”.

La tecnica consente di usare l’intelligenza artificiale per sovrapporre in un video un volto diverso al viso di una persona creando così uno scambio di identità. Rappresenta una minaccia per gli utilizzi illegittimi a cui si presta. E’ in grado di danneggiare la reputazione di persone e aziende, interferire nella politica a livello nazionale e internazionale e di fornire un nuovo strumento alla propagazione di fake news.

Plauso alle parole di Casellati sono arrivate da parte di Francesco Rutelli, presidente di Anica e Videocittà, che accanto all’intervento legislativo ha auspicato la necessità di innalzare la consapevolezza dei cittadini. “Il deep fake è una minaccia insidiosa, si presta ad un inquinamento molto potente della realtà”, ha sottolineato Nunzia Ciardi, a capo della Polizia Postale, evidenziando che “non c’è una norma specifica che disciplini un fenomeno così grave”. Sulla stessa linea il commissario dell’Agcom Francesco Pasteraro: “E’ necessario colmare questa lacuna e adeguare le leggi al progresso tecnologico. Serve una norma penale, un reato perseguibile a querela di parte”.

Sull’aspetto culturale ha insistito il giornalista Francesco Giorgino, protagonista di un deep fake creato per il convegno in cui il conduttore del Tg1 annunciava l’uscita dall’euro. “Serve una iper-responsabilizzazione di tutti gli emittenti – ha detto – ma è necessario coinvolgere il pubblico in questa battaglia culturale”

 

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