Gioia Ghezzi, prima donna presidente EIT – Hi-tech

Gioia Ghezzi, prima donna presidente EIT – Hi-tech


L’Istituto europeo di innovazione e tecnologia (EIT) ha un nuovo presidente, per la prima volta è una donna ed è l’italiana Gioia Ghezzi. Si è insediata il primo luglio (il consiglio l’ha eletta all’unanimità a fine marzo in sostituzione di Dirk Jan van den Berg arrivato al termine del suo mandato) e con l’ANSA ha commentato il lavoro che l’attende, gli obiettivi che si pone EIT e, con un focus sull’Italia cosa significa stimolare innovazione dopo la crisi Covid 19.

“Lo EIT ha 10 anni, è un modello provato di successo, continueremo a lavorare in continuità ma nel frattempo il mondo è cambiato completamente a causa del Covid: ci sraà quindi un’ accelerazione di tutte le nostre attività” spiega Ghezzi ricordando che ” l’innovazione svolgerà un ruolo significativo non solo dal punto di vista sanitario o economico, ma in quasi tutti i settori, preparerà il futuro dell’Europa. L’EIT svolgerà un ruolo chiave nell’affrontare queste sfide”.

Gioia Ghezzi, si è laureata in fisica teorica a Milano e successivamente ha conseguito un MBA presso la London Business School.Tra i suoi incarichi quello di presidente del gruppo RGI (Corsair Capital), nel cda e presidente del comitato per le nomine di Atlantia (Edizione Holding), nel Comitato Scientifico di Confindustria (IT), Vice-Presidente Smart City & Sostenibilità di Assolombarda (IT). In precedenza è stata presidente del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane a Roma tra il 2014 e il 2018. L’EIT è organizzato in ‘comunità dell’innovazione’ (KIC tra le quali Climate; Energy; Digital; Health; RawMaterials; Food) e con più di 50 poli in tutta Europa sostengono oltre 2 000 imprese in fase di avviamento ed espansione. Ha ‘munizioni’ per 1.5 miliardi di capitale esterno raccolto dalle imprese sovvenzionate ed è stato capace di creare più di 13 000 posti di lavoro. “Avevamo il timore che le nostre start up non sopravvivessero alle ricadute economiche della Covid, tutte le attività di formazione dedicate agli imprenditori europei sono state gravemente colpite.

Abbiamo dispiegato fondi sostanziali in maniera molto rapida, messo a disposizione dei kics 60 milioni euro in due mesi da utilizzare in una ‘call for idea’ per progetti sul Covid e in parte a supporto delle società in portafoglio” spiega Ghezzi. In 10 anni lo EIT “ha dimostrato di essere modello che sa accelerare innovazione in europa, catalizza la connessione tra i mondi educazione ricerca business. Questo è quello che continueremo a fare con alto senso di integrità; vogliamo diventare sempre più una fabbrica dell’innovazione e far sì che 60 hub che abbiamo creato continuino a produrre progetti, prodotti e servizi innovativi, sempre maggior attenzione ad attirare talenti” ma soprattutto “adesso nei prossimi 10 anni bisogna focalizzarsi sull’impatto e portare a casa i risultati”. Vogliamo vedere molte delle nostre start up andare con le proprie gambe” e Ghezzi elenca alcuni degli ‘unicorni’ che lo European Institute for Innovation and Technology sta sostenendo; tra le più interessanti la svedese Northvolt (produce batterie ‘green’ per veicoli elettrici) o la tedesca Lilium Aviation ( produce piccolissimi aerei elettrici che si alzano verticalmente per una mobilità a corto raggio) o l’italiana CoRehab (come in un videogioco ma dedicato alla riabilitazione ortopedica, la prevenzione di infortuni sportivi o il recupero).

In Italia “c’è tanta capacità di innovare quello che serve all’Italia è disintossicarsi da questa idea che ‘piccolo è bello’, il Paese delle PMI deve spostarsi sulle medie e grandi imprese, è questa l’opportunità più grande grande che abbiamo per dare spazio all’innovazione” sottolinea Ghezzi. Un altro focus dell’EIT è quello della formazione dei giovani e il consiglio di Gioia Ghezzi è quello di “spingere sulla curiosità e non smettere mai di studiare e investire su se stessi, andando nei dettagli”.

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