Intelligenza artificiale artista, il diritto d’autore è un problema – Hi-tech

Intelligenza artificiale artista, il diritto d’autore è un problema – Hi-tech


Un Rembrandt come se l’avesse dipinto lui, una poesia creata seguendo le reti neurali di un individuo, un ritratto realizzato con un algoritmo: sono sempre di più le opere d’arte create con l’aiuto dell’Intelligenza artificiale. Composizioni però su cui non è chiaro a chi spetti il diritto d’autore. A cercare una risposta sarà Alina Yordanova Trapova, dell’università Bocconi di Milano, premiata per un suo progetto in materia al convegno su diritto e intelligenza artificiale organizzato dall’Università di Pavia.

“Il progetto prevede tre laboratori cui parteciperanno giuristi, artisti e informatici, per creare e identificare l’elemento umano nel processo di machine learning, su cui c’è molta confusione al momento”, spiega Yordanova all’ANSA. Negli incontri si lavorerà per classificare i processi creativi, quelli in cui è chiaro il ruolo umano da quelli in cui non lo è, per poi sviluppare un accordo di collaborazione dopo aver trovato dei punti in comune.

“Negli ultimi anni sono aumentati gli esempi di opere d’arte realizzate usando l’Intelligenza artificiale, ma non è chiaro a chi appartenga il diritto d’autore in questo caso: all’artista, l’informatico o alla macchina?”, aggiunge Yordanova. Una risposta che il mondo del diritto non è ancora riuscita a dare. Da qui la sua idea, per cui verrà premiata venerdì a Pavia dal Centro europeo per la legge, scienze e nuove tecnologie (Eclt).

Tra gli esempi più recenti di opere d’arte create con l’Intelligenza artificiale c’è il progetto Next Rembrandt, dove il computer, dopo uno studio preciso delle caratteristiche dei suoi dipinti, ne ha realizzato uno come se l’avesse dipinto oggi Rembrandt; o quello dell’artista Mario Klingemann, che con un’installazione di macchine ha usato le reti neurali per generare una serie infinita di ritratti.

“Se nel primo caso non c’è il problema del diritto d’autore perché le opere di Rembrandt sono ormai di dominio pubblico, per quella di Klingemann invece sì. In futuro ci saranno sempre più opere create da algoritmi. Per questo è importante stabilire – conclude – cosa c’è dentro l’algoritmo e cosa fa, per capire il ruolo dell’autore”

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