Tanti post su social sotto effetto droga – Internet e Social

Tanti post su social sotto effetto droga – Internet e Social


(ANSA) – ROMA, 6 AGO – Da video a foto e commenti, non pochi
dei post presenti sui social sono realizzati mentre gli utenti
sono sotto effetto di sostanze come alcol e droghe. E tra coloro
che fanno uso abituale di droghe questa ‘moda’ è diffusissima,
salvo poi pentirsi di quanto postato.
   
Lo rivela uno studio sulla rivista Substance Abuse, condotto
presso il Center for Drug Use and HIV/HCV Research (CDUHR)
presso il NYU College of Global Public Health a New York.
   
Si stima che oltre 9 giovani su dieci di 18-29 anni usino
qualche social e poiché praticamente tutti hanno uno smartphone,
diventa facilissimo realizzare post in tempo reale in qualsiasi
situazione.
   
Lo studio ha coinvolto 872 giovani adulti che stavano per
partecipare a feste in discoteca e che avevano dichiarato di
aver fatto uso di una qualche sostanza in passato. I ricercatori
hanno chiesto loro se avessero postato video, foto o inviato
messaggi o chiamato qualcuno mentre erano sotto l’effetto di
sostanze, e se si fossero poi in seguito pentiti di ciò. È
emerso che oltre uno su tre ha realizzato dei post mentre era
sotto l”effetto di sostanze e che oltre uno su 5 di loro se ne
è pentito a posteriori. Inoltre oltre la metà del campione
(55,9%) ha mandato messaggi o chiamato qualcuno sotto l”effetto
di sostanze e quasi la metà (47,6%) si è ritrovato in una foto
postata sui social mentre era sotto l”effetto di sostanze.
   
“Rischiosi post sui social, come ad esempio foto o altro
materiale che mostra qualcuno sotto l’effetto di sostanze, hanno
il potenziale di causare profondo imbarazzo, stress, litigi
nella propria rete di amici” – ha commentato i dati l’autore
principale del lavoro Joseph Palamar. “Tale comportamento può
avere anche implicazioni ad esempio in ambito lavorativo, dato
che la maggior parte dei datori di lavoro oggi fa uso dei social
a sua volta anche per selezionare candidati, e potrebbe dunque
venire a conoscenza di comportamenti impropri di un possibile
candidato” e tenerne conto nella sua valutazione complessiva,
conclude l’autore.(ANSA).
   

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